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In che cosa consiste l’intervento chirurgico?

Lo scopo dell’intervento è di eliminare la deformità ed i disturbi presentati dal paziente. La cosa più importante è rimettere in asse il primo metatarso che sporge sotto la pelle, nella parte interna del piede e che causa la deformità più spiacevole e più appariscente: la “cipolla”.

L’intervento chirurgico si pratica spostando la testa del primo metatarso. Ogni sistema che sposta la testa va bene. Va bene la piccola fresa rotante (come quella del dentista) che opera tramite minuti fori della cute; oppure la piccola sega che opera attraverso un minuscolo accesso chirurgico (6mm). L’elemento veramente importante è che la testa del primo metatarso sia adeguatamente fissata e stabilizzata. Questa fissazione è l’unica garanzia per impedire ogni recidiva.

Dopo che il primo metatarso è stato spostato e fissato adeguatamente, l’Alluce si ritrova spontaneamente re-allineato in posizione corretta perché ritrova la propria base d’appoggio.

COME SI FA A GIUDICARE SE L’INTERVENTO È ANDATO BENE?

La medicina e la chirurgia non sono “arti magiche” e misteriose. Lo Specialista deve fornire ai propri pazienti semplici informazioni che consentono di comprendere in cosa consiste la correzione dell’Alluce Valgo e di giudicare se l’intervento correttivo è andato bene. Con poche nozioni il paziente ha la possibilità di effettuare una autonoma valutazione della buona riuscita dell’intervento.Certamente l’aspetto clinico del piede operato è l’elemento più importante. Deve essere evidente che l’Alluce operato è bello diritto e non è più storto.

La radiografia post-operatoria fornisce un’immagine chiara che si presta ad essere facilmente compresa. Occorre prestare attenzione a due semplici dati e si trova il sistema per verificare se l’intervento è riuscito:

1) i due sesamoidi

I sesamoidi sono le due piccole ossa che tutti abbiamo sotto l’Alluce e sotto la testa del primo metatarso. Devono essere correttamente posizionati.

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Fig. 1. Questa radiografia effettuata prima dell’intervento mostra i due sesamoidi molto spostati dalla testa del primo metatarso. Appaiono infatti come due occhi “strabici” rispetto alla testa del metatarso.
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Fig. 2. Nella radiografia effettuata dopo l’intervento invece i due sesamoidi sono in posizione corretta. Appaiono infatti come due occhi ben al centro della testa del primo metatarso.

2) allineamento tra il primo e il secondo metatarso

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Fig. 3. Prima dell’intervento notiamo che il primo metatarso è molto lontano dal secondo metatarso. Le due linee rosse sono molto divaricate ed è evidente una grande distanza e un grande spazio tra le ossa del piede. L’Alluce, senza sostegno, tende a cadere in questo spazio.
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Fig. 4. Dopo l’intervento notiamo che il primo metatarso è stato riavvicinato al secondo metatarso. L’Alluce ha ritrovato il suo sostegno e non è più deviato. Va sottolineato inoltre che questa metodologia chirurgica è l’unico modo per evitare la recidiva ovvero il ritorno dell’alluce valgo.

In sintesi il chirurgo deve avere la capacità e l’abilità di spostare la testa del primo metatarso in posizione corretta, al di sopra dei due sesamoidi. Alle volte lo spostamento da fare per allineare il primo metatarso è veramente grande.

Dopo aver corretto la posizione della testa del primo metatarso e dell’alluce la correzione deve essere resa permanente. La stabilizzazione dell’osteotomia del primo metatarso è il punto centrale dell’intervento per evitare il pericolo che il metatarso si sposti di nuovo.

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Fig. 5. La foto mostra il piede della paziente della fig. 1 quattro anni dopo l’intervento.

la tecnica chirurgica del dott. Andrea Scala

Nel Febbraio del 2013 il dottor Andrea Scala ha pubblicato negli Stati Uniti, sulla rivista scientifica “Foot And Ankle Specialist”, una metodica chirurgica per stabilizzare efficacemente il primo metatarso. L’elemento più importante di questa metodica è che l’articolazione dell’alluce non viene nemmeno sfiorata dall’intervento infatti la correzione del metatarso viene eseguita in sede ben distante dall’articolazione.

Con questo metodo il paziente può muovere immediatamente l’alluce operato e può deambulare dopo l’intervento. Non c’è il rischio della rigidità articolare. Consultando e visitando i pazienti operati anche a distanza di 4 – 5 anni dall’intervento si è potuto verificare che le signore potevano indossare le scarpe con i tacchi. Non si è verificata quindi alcuna recidiva.

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Questa paziente ha eseguito la radiografia mentre indossava scarpe con i tacchi. Ha eseguito l’intervento quattro anni fa!